Nel settore ortofrutticolo, ogni singolo ammaccatura su un avocado o su un pomodoro cluster significa uno scarto e perdita di valore. La vera sfida? Trovare un film a bolle che offra la stessa ‘morbidezza’ e tenuta del LDPE, ma che sia completamente biodegradabile e non comprometta la velocità della linea di confezionamento. Ecco dove entrano in gioco le nostre macchine, progettate specificamente per lavorare il PBAT di grado cast: un materiale che, se estruso correttamente, garantisce flessibilità, allungamento e adesività paragonabili alla plastica tradizionale.
Per i grossi volumi di frutta fresca destinata alla GDO, consiglio sempre la 7 strati ad alta velocità. È la bestia da lavoro che non teme confronti: produce film con barriera ottimizzata e massima resistenza agli urti, ideale per i lunghi viaggi della frutta esotica. Se serve flessibilità produttiva su lotti più variabili, la serie 3-5 strati a media o alta velocità è il cavallo di battaglia. Permette di switchare rapidamente tra spessori e formati, adattandosi alle stagionalità senza perdere colpi.
Per aziende che iniziano il percorso green o hanno linee di confezionamento più lente, le 2 strati a media/bassa velocità e la 3-5 strati a bassa velocità offrono un ingresso meno impegnativo. Sono macchine robuste, dal ROI rapido, perfette per produrre film performante per mele, pere o insalate pronte in monoporzione. La differenza sta nei dettagli pratici: i gruppi di estrusione tarati per la viscosità del PBAT, i sistemi di raffreddamento che stabilizzano le bolle, e i controlli di tensione che evitano grinze. Il risultato? Un film che avvolge il prodotto in un ‘abbraccio’ sicuro, preservandone integrità e freschezza dall'imballaggio fino allo scaffale, nel pieno rispetto dei criteri di economia circolare.
Quando mi chiedono: ‘Ma regge davvero?’, la risposta è nei numeri. Con la giusta macchina, il film in PBAT raggiunge parametri di resistenza all'impatto e elongazione a rottura che soddisfano anche gli standard più severi dei centri di confezionamento automatico. Non è magia, è ingegneria applicata. Investire sulla macchina giusta significa risolvere subito il problema dello smaltimento degli imballi, offrendo al contempo una protezione superiore che riduce gli scarti e valorizza il vostro brand presso il consumatore finale, sempre più attento alla sostenibilità. La soluzione esiste, ed è già installata in molti stabilimenti della Pianura Padana e del Sud Italia.

