Impianto per produzione film a bolle per l'industria dell'imballaggio a basse emissioni di carbonio

2026-05-08

Da oltre vent’anni lavoro fianco a fianco con i produttori di imballaggio, e so bene quanto pesi il conto dei materiali e lo smaltimento degli scarti. Con le nostre macchine per film a bolle – dalle 2 strati low-speed fino alle 7 strati high-speed – abbiamo tagliato il consumo di resina vergine fino al 30% senza perdere un grammo di resistenza allo scoppio. Il segreto? Un controllo di tensione millimetrico che permette di lavorare fino al 50% di PCR senza strappi, e una geometria delle bolle studiata per gli urti reali della logistica globale.

Prendi il caso di un cliente che imballa componenti elettronici per l’export: con la nostra 3-5 strati medium-speed ha sostituito il tradizionale film vergine con un blend di poliolefine bio-based e riciclato post-industriale. Il risultato? Un cuscino d’aria che assorbe le vibrazioni dei container, zero rotture in transito, e una riduzione del 22% delle emissioni di CO₂ calcolate con l’LCA. Per la catena del freddo, invece, la 7 strati high-speed permette di coestrudere uno strato barriera contro l’umidità, mantenendo la freschezza dei prodotti deperibili per 48 ore in più – e usando il 15% in meno di materiale rispetto ai film coibentati tradizionali.

Non parlo di teoria: abbiamo installato impianti in Veneto, Lombardia e Puglia, e ogni volta che un tecnico vede il primo rotolo uscire senza grinze e con la bolla perfetta, mi chiama e dice: ‘finalmente qualcuno che capisce il nostro problema’. Se vuoi vedere come una 2 strati low-speed può farti risparmiare su materie prime e smaltimento, o come una 3-5 strati high-speed può raddoppiare la velocità di produzione senza sacrificare la circolarità, fammi un fischio. Ti porto in stabilimento, ti mostro i dati dei nostri test in continuo e, se serve, ti faccio parlare con il cliente che ha già convertito il 100% del suo packaging in film a bolle a basso impatto.